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LA GALLERIA DELLA VITA Quando da bambino mi trovavo in treno insieme alla mia famiglia, durante i nostri viaggi estivi per raggiungere le località di villeggiatura che per fortuna mio padre sceglieva sempre abbastanza lontane dalla nostra città di residenza, c'era un momento del percorso che determinava in me un particolare stato d'animo. Era il momento in cui il treno attraversava una galleria. Quel precipitare improvviso nel buio più completo creava in me una sensazione di inspiegabile terrore, di terribile panico. Ed allora chiudevo gli occhi per non vedere il buio e poi li coprivo con le mie manine, quasi a volerli proteggere da quelle tenebre improvvise. Ed io restavo così per tutto il tempo che il treno impiegava per percorrere la galleria, tremante di paura, con gli occhi chiusi e le manine strette su di essi. Poi... quasi per magia, negli spazi fra le mie dita, socchiudendo gli occhi, intravedevo un tenue bagliore e capivo che la galleria era finita. Allora toglievo le manine, riaprivo gli occhi ed una luce accecante inondava il mio volto e mi faceva tirare un gran sospiro di sollievo... in un attimo... la paura del buio svaniva, la luce aveva cancellato il nero del buio cattivo che prima mi aveva avvolto! Ma... improvvisamente, un maledetto giorno, lungo il percorso della mia vita, sono entrato in una galleria senza fine ed un buio tremendo,ha oscurato i miei occhi ed il mio animo opprimendolo di un disperato terrore che la luce non avrebbe mai più cancellato perché, questa volta la galleria che avevo incontrato durante il mio viaggio nella vita…sarebbe stata senza fine. E’ il buio ha sconvolto la mia esistenza per sempre, velando di un nero impenetrabile le mie giornate. Mi ha trasformato da un uomo vivo, pieno di gioia di vivere, di coraggio per le cose da fare, pieno di entusiasmo, in un altro uomo, in un uomo spento, senza altri scopi ma soltanto con l'ansia di dover sopravvivere in una vita inutile. Una vita nella quale non riuscivo più a percepire la vera essenza di una esistenza che un ingiusto destino aveva azzerato. Una vita fredda senza il calore degli altri ormai lontani. Quel buio improvviso ha innalzato un muro invalicabile fra me ed il mondo esterno. Una sola amica: la tristezza. Una sola compagna: la solitudine. Ne’ vale a colmare questo immenso vuoto l’ affetto dei miei figli, il sorriso della mia bambina, perché.... Io resto solo, disperatamente solo! Ed è disperazione vera non poter più scorgere i lineamenti delle persone a me care, dover "vedere" i loro volti soltanto accarezzandoli. Non poter più riconoscere gli amici di un tempo, ma "vedere" i loro visi soltanto attraverso le loro voci a me note nel ricordo. Ci sono ancora nel cielo, nel mare, nei prati, nel profumo di una rosa, quei colori meravigliosi che talvolta commuovevano il mio cuore? Dove sono i colori della vita, i volti della gente con i loro sorrisi o talvolta tristi o corrucciati? Dove sono le vie della mia città che tante volte ho percorso, le piazze, le Chiese ed i giardini? Dov’è la mia vita, le mie speranze? Qual'è il mio futuro? C'è intorno a me....il buio, tanto buio, soltanto buio! Ed io resto solo paurosamente solo, disperatamente solo e ...senza luce! E in questa solitudine talvolta nel mio animo si crea un moto di rabbia, una sorta di ribellione verso un destino inaccettabile, ingiusto, ed allora mi chiedo: perché, perché, perché? Ma... nessuno può rispondermi, soltanto la fede mi conforta, la fede e la comprensione benevola degli altri, le mani tese del mio prossimo a guidare i miei passi… ed il mio animo allora si placa, si acquieta. Ma io lo so, lo so che la vita merita di essere vissuta in ogni caso, in ogni suo aspetto sia pur negativo, giorno per giorno e che occorre sempre cogliere ogni più piccola gioia che essa ci dà, e saper scorgere ogni più breve sprazzo di luce che essa può donare al nostro animo, non riesco, tuttavia, a reagire, ancor oggi, alla disperazione per la mia disabilità, pur riflettendo che altri esseri umani hanno dei problemi forse più gravi dei miei…..oppur meditando sul mistero di quanti, ormai dispersi nel nulla, forse avrebbero accettato, in cambio del loro definitivo trasmigrare in un altro cielo, così lontani dai loro affetti terreni più cari, di vivere una vita come la mia, con tutte le mie sofferenze, pur di continuare a vivere ancora la “loro“ vita! Ma perché io non so trovare la serenità per ripetere a me stesso queste innegabili verità? Salvatore Cimino LA MIA STORIA • LA GALLERIA DELLA VITA • I MIEI SCRITTI • I MIEI PROGETTI • I MIEI AMICI ANIMALI • I PERSIANI DELL'ISOLA DEL SOLE • PARLIAMONE INSIEME • HOME • EMAIL
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